Sesso biologico

Il sesso biologico riguarda l’insieme delle caratteristiche fisiche che distinguono gli organismi in base alla riproduzione sessuata. Nella specie umana queste caratteristiche includono cromosomi, ormoni, gonadi (ovaie o testicoli), genitali e caratteristiche sessuali secondarie.

Tradizionalmente si distinguono due categorie principali:

  • XX → femmina
  • XY → maschio

Alla nascita il sesso viene assegnato osservando i genitali esterni del neonato. Questo processo è chiamato assegnazione del sesso alla nascita.

Tuttavia la biologia umana non è sempre così binaria. Esistono variazioni cromosomiche (come XXY o XO), diverse configurazioni ormonali e molte combinazioni anatomiche.

Per questo molti scienziati descrivono oggi il sesso biologico come uno spettro di caratteristiche biologiche piuttosto che una semplice divisione.

Approfondimento: Sesso biologico – Wikipedia

Un esempio letterario famoso che racconta la complessità tra biologia e identità è il romanzo “Middlesex” (2002) di Jeffrey Eugenides, vincitore del Premio Pulitzer. Il protagonista, Cal, nasce con caratteristiche intersex e racconta la propria vita tra genetica, identità e famiglia.

La distinzione tra sesso biologico e identità di genere è oggi centrale nelle scienze sociali e nella medicina contemporanea.


Intersessualità

L’intersessualità è una condizione biologica in cui una persona nasce con caratteristiche sessuali (cromosomi, ormoni o anatomia) che non rientrano nelle tipiche definizioni mediche di corpo maschile o femminile.

Secondo una stima citata dalla biologa Anne Fausto-Sterling, le variazioni intersex potrebbero interessare fino all’1,7% della popolazione, dato riportato anche nella voce Wikipedia sull’argomento.

Approfondimento: Intersessualità – Wikipedia

Le variazioni intersex possono includere:

  • cromosomi atipici
  • genitali ambigui
  • sviluppo ormonale diverso dalla media

Per molti decenni i medici hanno praticato interventi chirurgici precoci sui bambini intersex per rendere i loro corpi più conformi ai modelli maschile o femminile. Negli ultimi anni numerose organizzazioni per i diritti umani hanno criticato queste pratiche, sostenendo che le decisioni irreversibili dovrebbero essere prese solo quando la persona può esprimere il proprio consenso.

Un caso molto discusso nella storia della medicina è quello di David Reimer, cresciuto come femmina dopo un incidente chirurgico, ma che in età adulta si identificò come uomo. La sua storia è spesso citata negli studi sulla costruzione dell’identità di genere.

È importante ricordare che l’intersessualità non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale.


Identità di genere

L’identità di genere è il senso profondo e personale di essere uomo, donna, entrambi, nessuno o qualcosa di diverso.

Questa percezione interna può coincidere oppure no con il sesso assegnato alla nascita.

Approfondimento: Identità di genere – Wikipedia

Molte persone iniziano a percepire la propria identità di genere già nei primi anni dell’infanzia. Studi di psicologia dello sviluppo suggeriscono che la consapevolezza del genere può emergere intorno ai tre anni di età.

Un esempio culturale molto noto è il film “The Danish Girl” (2015), ispirato alla vita della pittrice Lili Elbe, una delle prime persone documentate ad aver intrapreso un percorso medico di transizione negli anni ’30.

La distinzione tra sesso biologico e identità di genere è oggi uno dei concetti fondamentali nelle scienze sociali contemporanee e nei movimenti per i diritti civili LGBTQ+.


Cisgender

Il termine cisgender indica una persona la cui identità di genere coincide con il sesso assegnato alla nascita.

Il prefisso latino cis significa “dalla stessa parte”. Il termine è stato introdotto negli anni ’90 negli studi di genere per creare un termine neutro opposto a transgender.

Approfondimento: Cisgender – Wikipedia

Esempio semplice:

  • una persona nata con genitali maschili che si identifica come uomo
  • una persona nata con genitali femminili che si identifica come donna

La maggior parte della popolazione mondiale è cisgender.

Il termine non è un insulto né un’etichetta politica: serve semplicemente a distinguere tra chi è transgender e chi non lo è, in modo simile a come parole come “eterosessuale” distinguono un orientamento da altri.


Transgender

Il termine transgender indica persone la cui identità di genere non coincide con il sesso assegnato alla nascita.

È un termine ombrello che include:

  • donne transgender
  • uomini transgender
  • persone non binarie

Approfondimento: Transgender – Wikipedia

La visibilità delle persone transgender nella cultura pop è aumentata molto negli ultimi vent’anni. Tra le figure più note troviamo l’attrice Laverne Cox della serie Orange Is the New Black.

Un’altra figura molto influente è Caitlyn Jenner, ex atleta olimpica che ha reso pubblica la propria transizione nel 2015.

Essere transgender non implica necessariamente un percorso medico o chirurgico. Molte persone trans scelgono solo una transizione sociale, come cambiare nome o pronome.


Transessuale

Il termine transessuale ha origine nella medicina del XX secolo e indicava persone che desideravano modificare il proprio corpo attraverso trattamenti ormonali o chirurgici per allinearlo alla propria identità di genere.

Oggi il termine è usato meno frequentemente, perché considerato da alcuni troppo medicalizzante.

Molte persone preferiscono la parola transgender.

In Italia la rettificazione anagrafica del sesso è regolata dalla Legge 164/1982 .

Una figura storica molto importante nella storia delle persone trans è la medico tedesca Magnus Hirschfeld , pioniere degli studi sulla sessualità nel primo Novecento.

Non-binary

Il termine non-binary (o non binario) indica una persona la cui identità di genere non rientra esclusivamente nelle categorie di uomo o donna. In altre parole, chi si identifica come non-binary non si riconosce completamente nel sistema tradizionale dei due generi (“binario”) su cui molte società occidentali hanno costruito norme sociali e linguistiche.

Una persona non-binary può sentirsi in parte uomo e in parte donna, nessuno dei due, oppure vivere il genere in modo fluido e personale. Alcune persone non-binary usano pronomi neutri (in inglese spesso they/them), mentre altre continuano a utilizzare pronomi tradizionali. Non esiste un unico modo “corretto” di essere non-binary: è un termine ombrello che include identità diverse come genderfluid, agender o bigender.

Nel contesto dei siti di dating inclusivi, indicare “non-binary” nel proprio profilo aiuta a comunicare agli altri utenti che l’identità di genere non segue lo schema tradizionale uomo/donna. Questo può influenzare anche il modo in cui una persona desidera essere percepita o corteggiata.

Nella cultura pop, alcune celebrità che si identificano come non-binary hanno contribuito a diffondere il termine, come l’attore Asia Kate Dillon (serie TV Billions). Anche diversi personaggi contemporanei nelle serie Netflix o HBO esplorano identità non binarie.

In breve: non-binary è una parola-ombrello che descrive identità di genere al di fuori della divisione tradizionale uomo/donna.

Approfondimento: Non-binary — Wikipedia

Genderfluid

Il termine genderfluid descrive una persona la cui identità di genere cambia nel tempo. Il cambiamento può avvenire nel corso degli anni, dei mesi o anche delle singole giornate. Una persona genderfluid può sentirsi, in momenti diversi, uomo, donna, entrambi o nessuno dei due.

Questo non significa che l’identità sia “confusa” o instabile: per chi è genderfluid il movimento tra generi diversi è semplicemente il modo naturale di vivere il proprio genere. Alcune persone genderfluid cambiano anche l’espressione di genere (vestiti, stile, modo di presentarsi), mentre altre mantengono un aspetto costante.

Nel contesto dei siti di dating, indicare “genderfluid” nel profilo può aiutare a chiarire che il genere non è fisso. Alcuni utenti lo usano anche per spiegare perché in certi momenti preferiscono essere percepiti in modo diverso.

Un esempio nella cultura pop è il personaggio di Alex Fierro nella saga fantasy Magnus Chase di Rick Riordan, che cambia genere nel corso della storia.

Il concetto di fluidità di genere è stato discusso anche in studi sociologici contemporanei sul genere come costruzione sociale e identitaria.

Approfondimento: Genderfluid — Wikipedia

Agender

Il termine agender indica una persona che non si identifica con alcun genere. A differenza delle identità che combinano o alternano generi diversi, una persona agender può percepire il genere come qualcosa che semplicemente non fa parte della propria identità.

Alcune persone agender descrivono la propria esperienza come una sensazione di neutralità rispetto al genere, mentre altre parlano di “assenza di genere”. Per questo motivo il termine è talvolta tradotto come senza genere.

Nella pratica quotidiana, una persona agender può scegliere diversi modi di presentarsi: alcune preferiscono uno stile neutro o androgino, altre non danno particolare importanza all’espressione di genere. Anche l’uso dei pronomi può variare.

Nel contesto dei siti di dating, dichiararsi agender può servire a evitare aspettative legate ai ruoli tradizionali di genere. In altre parole: niente “copione sociale” su come dovrebbe comportarsi un uomo o una donna.

Il tema dell’identità senza genere appare anche nella narrativa contemporanea di fantascienza, dove alcune società immaginarie non prevedono divisioni di genere rigide.

Approfondimento: Agender — Wikipedia

Bigender

Una persona bigender si identifica con due generi distinti. Questi generi possono essere vissuti contemporaneamente oppure alternarsi nel tempo.

Ad esempio, una persona bigender può sentirsi in parte uomo e in parte donna, oppure combinare identità come uomo e non-binary. L’esperienza varia molto da individuo a individuo.

Il termine non implica necessariamente una divisione perfettamente equilibrata tra i due generi. Alcune persone percepiscono una predominanza di uno dei due, mentre altre li vivono come aspetti paralleli della propria identità.

Nel contesto delle piattaforme di dating inclusivo, indicare “bigender” può aiutare a comunicare una realtà identitaria più complessa rispetto alle categorie tradizionali.

In termini culturali, l’idea di identità multiple non è nuova: molte tradizioni storiche e antropologiche descrivono identità di genere non rigidamente binarie. Alcuni studi sociologici citano anche il concetto di “dual gender identity”.

Approfondimento: Bigender — Wikipedia

Demigender

Il termine demigender descrive una persona che si identifica solo parzialmente con un genere. Ad esempio, una persona può sentirsi in parte donna (demigirl) oppure in parte uomo (demiboy), ma non completamente.

Questo significa che il genere tradizionale rappresenta solo una parte dell’identità personale. Il resto può essere neutro, non binario o semplicemente non definito.

Nel contesto delle identità non-binary, demigender è spesso considerato una sottocategoria. Serve a descrivere esperienze di genere più sfumate rispetto alle definizioni classiche.

Nei profili dei siti di dating, alcune persone usano il termine per comunicare che si riconoscono in parte in un genere ma non completamente nei ruoli sociali associati.

In breve: demigender significa “un po’ di questo genere, ma non tutto”.

Approfondimento: Demigender — Wikipedia

Pangender

Il termine pangender indica una persona che si identifica con molti o tutti i generi possibili. In pratica, l’identità di genere è percepita come ampia e inclusiva.

Il prefisso pan deriva dal greco e significa “tutto”. In questo caso descrive un’identità che comprende più generi contemporaneamente.

Una persona pangender può sentirsi connessa a diverse identità di genere allo stesso tempo, senza limitarsi a due categorie. Questo distingue pangender da identità come bigender.

Nel contesto dei siti di dating inclusivi, il termine può comparire nei profili per indicare un’esperienza di genere molto ampia o plurale.

Come molte identità non-binary, anche pangender rientra nella più ampia evoluzione culturale del linguaggio sul genere che si è sviluppata negli ultimi decenni.

Approfondimento: Pangender — Wikipedia

Genderqueer

Genderqueer è un termine ombrello utilizzato per descrivere identità di genere che non seguono le norme tradizionali maschili o femminili.

Storicamente il termine è nato all’interno dei movimenti queer negli anni Novanta come modo per contestare le categorie rigide di genere.

Una persona genderqueer può identificarsi come non-binary, oppure utilizzare il termine per indicare un’identità di genere non convenzionale. Alcune persone lo usano anche per descrivere un mix di generi.

Nel linguaggio contemporaneo, genderqueer è spesso utilizzato in modo simile a non-binary, anche se alcune persone preferiscono uno dei due termini per ragioni identitarie o politiche.

La parola “queer”, originariamente usata come insulto, è stata riappropriata da parte della comunità LGBTQ+ come termine di identità e orgoglio.

Approfondimento: Genderqueer — Wikipedia

Genere non conforme

L’espressione genere non conforme (in inglese gender non-conforming) indica persone la cui espressione di genere non corrisponde alle aspettative sociali associate al sesso assegnato alla nascita.

Ad esempio, una persona assegnata maschio alla nascita potrebbe preferire abiti considerati femminili, oppure una persona assegnata femmina potrebbe adottare uno stile tradizionalmente maschile.

È importante distinguere tra identità di genere ed espressione di genere: una persona può essere cisgender ma avere un’espressione non conforme.

Molte icone della cultura pop hanno sfidato le norme di genere. Un esempio famoso è il musicista David Bowie, che negli anni Settanta giocava spesso con estetiche androgine.

Nel contesto dei siti di dating, il termine può aiutare a segnalare che l’espressione personale non segue gli stereotipi di genere tradizionali.

Approfondimento: Gender nonconformity — Wikipedia

Travestitismo / Crossdressing

Il crossdressing (in italiano spesso chiamato travestitismo) indica la pratica di indossare abiti associati a un genere diverso dal proprio.

È importante distinguere il crossdressing dall’identità di genere. Molte persone che praticano crossdressing si identificano come uomini o donne cisgender. Per loro si tratta di espressione personale, estetica o gioco di ruolo.

Nella cultura pop, il crossdressing appare frequentemente in film e spettacoli teatrali. Un esempio noto è il film Mrs. Doubtfire (1993), in cui il protagonista interpretato da Robin Williams si traveste per stare vicino ai figli.

Nel contesto dei siti di dating, alcune persone indicano nel profilo l’interesse per il crossdressing o per partner che lo apprezzano.

Il termine “travestitismo” è oggi meno usato nei contesti accademici perché in passato era stato associato a classificazioni mediche ormai superate.

Approfondimento: Crossdressing — Wikipedia

AFAB / AMAB

Le sigle AFAB e AMAB indicano il sesso assegnato alla nascita.

  • AFAB = Assigned Female At Birth
  • AMAB = Assigned Male At Birth

Queste espressioni sono utilizzate soprattutto nei contesti LGBTQ+ per distinguere il sesso assegnato alla nascita dall’identità di genere attuale.

Ad esempio, una persona può essere AFAB ma identificarsi come uomo transgender oppure come non-binary.

Nel linguaggio contemporaneo queste sigle sono preferite rispetto a espressioni come “nato uomo” o “nata donna”, perché mettono l’accento sul fatto che il sesso viene assegnato sulla base di caratteristiche biologiche visibili alla nascita.

Nei profili dei siti di dating inclusivi queste sigle possono essere usate per spiegare meglio il percorso identitario di una persona.

Approfondimento: Sex assignment — Wikipedia